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Ex convento e Chiesa di San Domenico



Sec. XVIII

Tra la Porta Reale e il Casale dei Greci esisteva già dal XVI secolo la cappella dedicata alla Madonna di Costantinopoli e alla Vergine del Rosario, con confraternita di laici e convento di preti. Nel 1669, poiché i preti avevano abbandonato il convento ed era stata sciolta la confraternita, la contessa Isabella Filomarino, espresse il desiderio di ammettervi i frati di San Domenico. Nei primi mesi del 1671 l’Università di Palo ed il clero approvarono l’insediamento dei domenicani, che nello stesso anno presero possesso del convento e della cappella, con tutte le relative rendite. Nel 1700 si avviò la costruzione del nuovo convento accanto alla chiesa, e in fasi diverse si decise di ampliarlo conferendo l’aspetto di grandioso palazzo sul lato sud. La chiave dell’arco del portone d’ingresso reca la data 1776. La vecchia cappella di Santa Maria di Costantinopoli, non più adeguata, venne abbattuta e fu edificata una nuova chiesa su progetto dell’architetto napoletano Giambattista Anaclerio. I lavori furono ultimati nel 1734, data quest’ultima scolpita sul campanile. La facciata, nell’ordine inferiore, è ripartita da lesene e presenta un portale tra colonne con capitelli corinzi e timpano spezzato con una nicchia. L’ordine superiore, rimasto incompiuto, mostra al centro un finestrone rettangolare, mentre sulla sinistra si erge un piccolo campanile. L’interno, grazioso con le sue forme barocche, ha un’unica navata con altari laterali ed un presbiterio rialzato chiuso da balaustra.

Addossato ad un pilastro vi è un prezioso pulpito in legno con i dipinti di santi domenicani, mentre dietro l’altare maggiore, in forma semicircolare sono disposti gli stalli del coro ligneo restaurato da poco. Nell’abside, racchiuso in un fastigio di marmi policromi, è collocato il bel dipinto della Madonna di Costantinopoli, realizzato da Saverio Musso. Accanto tele raffiguranti i quattro evangelisti. Altri dipinti e statue vengono a costituire il ricco apparato iconografico, tra cui le immagini dei contitolari della chiesa, San Domenico e la Madonna del Rosario, a cui erano intitolate anche le rispettive confraternite. Pregevoli sono anche la statua di Santa Lucia, in pietra policroma del Cinquecento, e la statua in legno di San Giovanni Battista proveniente dalla distrutta chiesa omonima. Con l’occupazione francese del Regno di Napoli, Gioacchino Murat ordinava nel 1809 la soppressione di tutti gli ordini religiosi. I Domenicani furono così costretti ad abbandonare il convento compresa la masseria in contrada San Domenico, passati di proprietà del Demanio. Il convento nel 1813 venne concesso al Comune di Palo per uso di casa comunale e di scuole pubbliche.

Scritto da:
Luca Tarantino

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