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Chiesa del Purgatorio



Sec. XVII
Attraversando Piazza Santa Croce, si è subito attratti dalla sobria eleganza barocca della Chiesa del Purgatorio, che con le sue sculture e decorazioni invita ad avvicinarsi. Costruita tra il 1669 e i primi del Settecento grazie all’impegno della Confraternita del Suffragio delle Anime del Purgatorio, con il tempo è divenuta il cuore di una memoria più ampia, condivisa. Sul portale d’ingresso l’Arcangelo Michele guida le anime purganti verso la luce. L’iscrizione in latino sull’architrave esplicita il messaggio: “Congiungi le mani affinché S. Michele, con l’intercessione della Vergine, liberi le anime che il fuoco brucia purificandole”. Una preghiera scolpita nella pietra, che ancora oggi parla a chi entra. Più in alto, in tre nicchie, le figure della Madonna Immacolata, di San Rocco e di San Nicola Pellegrino, opere dell’artista Carlo Altieri, vegliano silenziose. Al centro la meridiana dell’orologio solare del 1881 segna il tempo che passa. Sulla sinistra il campanile, alto e austero, eretto nel 1734 su progetto dell’architetto Vito Valentino, con la sua struttura solida viene a rafforzare la costruzione, prima pericolante. All’interno, lo spazio si apre in un abbraccio avvolgente.

A pianta basilicale, le tre navate sono divise da colonne binate, marmorizzate in stucco, che sorreggono un tamburo quadrato con soffitto piano. Questo è arricchito da dipinti incastonati in possenti cornici dorate che inquadrano “La Gloria di Cristo”, opera di Vitantonio De Filippis. Dello stesso autore sono gli otto profeti raffigurati ai lati tra le finestre. Agli angoli del tamburo sembrano sospesi quattro angeli con ali spiegate, intenti a suonare la tromba, sculture in legno di Gaetano Troisi. Nell’Ottocento la chiesa venne ampliata: nel nuovo presbiterio fu realizzato l’altare marmoreo e nell’abside venne collocato il dipinto raffigurante l’Immacolata con San Michele e le anime purganti, opera di Nicolò Gliri. Sulle pareti e sugli altari laterali il ricco apparato iconografico, costituito da dipinti di Giuseppe Porta, di Samuele Tatulli e dello stesso Gliri. A ridosso della controfacciata è collocato il settecentesco organo a canne di Giuseppe Rubino che tempo fa accompagnava la liturgia. In questa chiesa mentre celebrava la messa si spense, nel 1810, la vita di Domenico Forges Davanzati, noto concittadino, vescovo di Canosa ed esponente importante della Repubblica Partenopea nel 1799. La chiesa del Purgatorio, voluta e gelosamente custodita dalla Confraternita del Purgatorio, non è solo un luogo di testimonianza della fede cristiana, è anche un luogo che racconta momenti cruciali della storia civile di un popolo.

Scritto da:
Luca Tarantino

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