Masseria Donadio
Sec. XVIII
La famiglia Donadio, radicata in Puglia sin dal XII secolo, ha lasciato tracce profonde nella storia di Bitonto. I cronisti ricordano Pasquale Donadio, rettore del seminario vescovile nel 1773, e Francesco, medico stimato presso l’Università di Napoli. Più vicino a noi, nel 1912, Vincenzo Donadio fondò l’Ordine dei farmacisti pugliesi, segno di una tradizione che intrecciava cultura, professione e impegno civile. Nobili di titolo, i Donadio furono anche protagonisti della vita cittadina. Casina Donadio custodisce il fascino di un tempo in cui le famiglie aristocratiche cercavano rifugio nella campagna e si distingue con la sua mole severa ed elegante. Nell’arco del portone di ferro è indicato l’anno di costruzione, 1792, e più in alto lo stemma di famiglia: una stella caudata scolpita nella pietra, emblema di luce e di destino. La torre si alza decisa verso il cielo, ornata da bifore che aprono lo sguardo sull’orizzonte.
Accanto alla residenza, la piccola chiesetta privata rivela il lato spirituale della famiglia: un campanile con bifora, privo oggi di campane, resta come segno di devozione sospesa nel tempo. Sulla facciata d’ingresso la scritta scolpita sulla pietra “Qui non si gode asile”. Un tempo, bande di sbandati, ladri e malviventi imperversavano nella regione, rifugiandosi nelle chiese e nei luoghi sacri per sfuggire alla legge. I malintenzionati correvano tra le navate, certi di trovare protezione. Con l’avvento del nuovo secolo, quell’illusione fu spazzata via: sulle porte d’accesso venne scolpita la scritta, chiara e severa, a ricordare che la giustizia non conosceva tregua nemmeno tra le mura sacre. Casina Donadio, con la sua scritta di pietra, faceva eco a quel principio: nessun rifugio per chi violava le regole, nessuna tregua per chi osava sfidare l’ordine. Sul retro, la porta carraia racconta di carri e merci che entravano e uscivano, legando la vita nobiliare al ritmo agricolo della terra. Casina Donadio racconta la storia di una famiglia che seppe lasciare un segno duraturo nella campagna e nella città, intrecciando eleganza, potere e legame profondo con la propria terra.









