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Masseria Azzolini




Sec. XIX

Nicola Azzolini nasce a Molfetta, ma la sua storia è legata profondamente a Palo del Colle. Vi arrivò nel 1886 per ridare vita a un molino caduto in rovina. Per anni il lavoro fu duro e incerto: il molino arrancava, ma Nicola non cedette. Con pazienza e ostinazione seppe trasformare la vecchia macina in un moderno impianto a cilindri. Da quella svolta nacque un’impresa florida: pastificio e panificio presero vita, gli operai aumentarono, e i prodotti con il marchio Azzolini varcarono i confini, raggiungendo città italiane ed estere. La sua era una ricchezza costruita con sacrificio, innovazione e tenacia. Eppure, nonostante il successo, Nicola rimase uomo semplice, dedito al lavoro, estraneo ad ambizioni politiche o onorifiche. Alla sua famiglia appartiene ancora la Casina Azzollini. Un elegante viale alberato introduce alla dimora: dodici pini secolari, con tronchi possenti, vegliano come sentinelle silenziose. Sul lato sinistro del piazzale, tra le ombre dei pini, sorge una chiesetta. Sulla sua facciata trapezoidale svetta un piccolo campanile a vela, oggi privo di campana. L’architrave del portale rettangolare reca l’iscrizione “Viva Maria 1840″. Al centro, su una cornice aggettante si apre una finestra semicircolare che dà luce all’interno.

L’interno, coperto da volte a vela, ha una pianta quadrata. Dietro l’altare si scorge un’edicola a forma di tempietto, che un tempo racchiudeva il dipinto della Madonna del Carmine. Vicino alla cappella una cisterna quadrangolare in pietra raccoglieva l’acqua piovana. Sul lato destro una pila in pietra, ora danneggiata, ricorda il bestiame che vi trovava ristoro. Superato il muro di recinzione attraverso la porta carraia si accede ad un ampio cortile quadrangolare con al centro un ulivo secolare, simbolo di radici profonde e resistenza al tempo. Ai lati del cortile si aprono gli ambienti di servizio: a destra i magazzini e gli alloggi del personale, con volte a botte, a sinistra altri locali adibiti a diversi usi. La dimora padronale, elegante e imponente, domina la scena con le sue stanze voltate a botte, nucleo originario della costruzione. Nel corso dei secoli sono stati aggiunti ambienti e sopraelevazioni, fino a darle l’aspetto attuale.

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