Palazzo de Leone
Sec. XVI
Con la costruzione del possente Castello Svevo attorno alla metà del 1200, dinanzi alla cinta muraria che racchiudeva il fossato, un ponte in pietra, e il mastio centrale del fortilizio, si era creato un vasto pianoro, un “largo”, che sarà in seguito chiamato “della Croce”. Col passare del tempo, soprattutto dopo la metà del 1400, in età aragonese, attorno a questo slargo saranno costruiti edifici, alcuni dei quali di una certa importanza. Tra questi, l’imponente palazzo, che ancora oggi riporta, sulla chiave di volta del portone, l’“impresa”, cioè lo stemma, della famiglia del fondatore, il nobile Giovanni de Leone, raffigurante un leone rampante. Il palazzo fu poi ereditato dal discendente, il nobile Angelo de Leone, che faceva parte della corte della duchessa di Bari e regina di Polonia Bona Sforza. Alla sua morte, la moglie, Virginia d’Eustachio si risposò con il nobile napoletano, di origini spagnole, Francesco Valcarcel. Donna Virginia, morendo, lasciò il palazzo e i suoi beni, per metà al marito e per l’altra metà alla Confraternita del Santissimo Sacramento. Attorno alla metà del 1700, il palazzo fu acquistato dall’arciprete Felice Giuliani.
Il palazzo, nel 1700, comprendeva dodici sottani per uso di magazzino, cantina, stalla, cisterne di olio e piscine di acqua, e al primo piano un appartamento nobile, con sala, galleria e cappella. Sul retro, un cosiddetto giardino urbano di delizia, cioè di piacere per gli abitanti dell’edificio. I discendenti dei Giuliani lo vendettero nella metà del 1800 a Michele Della Mura, di Terlizzi, scrittore e poeta, sindaco di Palo dal 1844 al 1846, e da allora per lungo tempo si è chiamato Palazzo Della Mura. Il palazzo si caratterizza per la sua maestosa facciata piana, interrotta da aperture e cornicioni aggettanti. Il prospetto è costituito da una diversa struttura muraria nei tre livelli, formata da paramento di conci di pietra a vista differenti. Anche l’asimmetria delle aperture (portoni e finestre) conferma tempi diversi di realizzazione. Ariose arcate a tutto sesto, divise da una colonna con un capitello con motivi curvilinei, danno un senso di leggerezza alla struttura massiccia, mentre artistiche mensole sotto i balconi danno un tocco di eleganza al palazzo. Attualmente, dopo i recenti restauri, i locali dell’edificio sono stati adibiti alle attività del Centro Parrocchiale Santa Maria la Porta.
Scritto da:
Giovanni Lanzellotto





