Torre di San Rocco
Sec. XII
Nel 1157 Palo del Colle chiamata Palum era un villaggio “aperto”, non fortificato, arroccato su una collina da cui si dominavano a oriente l’Adriatico e i Balcani, e a ponente l’altopiano della Murgia petrosa. Quattordici anni dopo, con il re normanno Guglielmo II detto “Il buono”, Palo era diventato un abitato medioevale fortificato da alte e possenti mura, fossati e porte. Per questo prese il nome di Castellum. Ottantacinque anni dopo, nel 1256, sul punto più alto della collina, il sistema fortificato venne ultimato con la costruzione del castello per volontà degli Svevi, su iniziativa del feudatario di Palo Amerigo Savarini, detto “Il cipriota”. Da quel momento, Palo diventerà un borgo inespugnabile.
La torre di San Rocco è l’ultimo retaggio delle torri di cinta della originaria muraglia medievale, abbattuta, soprattutto nel corso del 1700, per volontà dei governanti locali, che vendevano spezzoni della stessa a privati cittadini per edificarne, al loro posto, private abitazioni, per risanare le finanze pubbliche o per soddisfare i tanti creditori. La torre, che in origine era molto più alta, prende il nome da una cappella seicentesca intitolata a San Rocco, al posto della quale nel 1700 sarà edificata la nuova omonima chiesa. Oggi Torre di San Rocco non guarda più nemici all’orizzonte, ma automobili e passi distratti. È una reliquia viva, un punto fermo in un tempo che corre, memoria che ancora respira.
Scritto da:
Giovanni Lanzellotto





