Chiesa di San Vito Martire
Sec. XX
Una cappella dedicata a San Vito esisteva già nel Seicento e nel catasto onciario di Palo del 1752 è citata come “Cappella del glorioso S. Vito”, sulla strada che conduce verso Palombaio. Ma fu nel 1921 che la chiesa fu edificata in suo onore, grazie alla beneficenza di Francesco Muscatiello, il quale volle con questo atto soddisfare la volontà di una sua ava miracolata dal santo. La chiesa, ormai inserita in un rione più popoloso, venne poi elevata a parrocchia dall’Arcivescovo di Bari mons. Augusto Curi nel 1931. Nel cinquantesimo anniversario dell’istituzione parrocchiale, 1981, alcuni benefattori hanno donato alla chiesa otto campane per richiamare i fedeli all’ascolto della parola. La facciata a frontoni, ispirata al romanico pugliese, mostra una geometria armoniosa: tre rosoni illuminano la parte superiore, mentre al centro il portale è sormontato da un piccolo protiro pensile che racchiude un mosaico raffigurante il santo. Nella parte posteriore il campanile cuspidato a tre piani scandisce il tempo della comunità.
All’interno lo spazio è diviso in tre navate, con volta a botte lunettata. Qui la luce sfiora dolcemente le nicchie che custodiscono le statue di Sant’Antonio, di San Francesco, di San Michele Arcangelo, della Madonna del Pozzo e della Vergine Immacolata. Nel cuore dell’abside, un mosaico policromo rappresenta il Cristo risorto, avvolto in una tunica bianca e mantello rosso, circondato da una raggiera dorata su un cielo di tessere blu e oro. Ma è la statua di San Vito, scolpita a tutto tondo, che cattura lo sguardo e il cuore. Ogni 15 giugno, giorno della festa, nella città i balconi si vestono di fiori e l’aria si riempie di un’eco antica. Il simulacro del santo percorre le vie di Palo del Colle, portato a spalla tra preghiere e canti devozionali. Tra le tante iniziative che in questa parrocchia si sono svolte e si svolgono, è doveroso menzionare quella del giornale de “Il Faro Palese” a cui il parroco don Giuseppe Di Mauro ha dato vita. Nato come giornale parrocchiale, è diventato per cinquant’anni circa la voce mensile di Palo e dei paesi vicini, raggiungendo concittadini emigrati in tutto il mondo.
Scritto da:
Luca Tarantino














