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Chiesa di Santa Maria di Juso


Sec. XIII 

La chiesa della Madonna di Juso, una delle più antiche esistenti nel nostro territorio, è situata a valle del paese posto sulla sommità del colle: “Juso”, in vernacolo significa “giù”. Si accede attraverso un arco su cui poggia un campanile a vela a due fornici, proveniente dalla chiesa di San Giovanni Battista demolita nel 1959, a Porta Reale. All’interno del recinto murario la facciata semplice si presenta con tre ingressi, di cui quello centrale è sormontato da archivolto su mensole, e nella parte alta si scorge un piccolo campanile a vela. Sulla destra dell’edificio sono visibili i resti di una terza navata, andata in rovina. La chiesa è documentata nel XVI secolo come meta di pellegrini provenienti da altri paesi. Composta da due navate divise da pilastri robusti con arcate a tutto sesto, l’edificio è coperto da volta a botte nella prima navata e da due volte a crociera nella seconda. La parete di sinistra, nel primo ambiente, è affrescata con dipinti divisi in riquadri rettangolari e disposti su due ordini. In basso: Santo Vescovo, Madonna che allatta il Bambino, Santa Lucia, Sant’ Antonio Abate e l’Annunciazione.

Nell’ordine superiore sono replicate alcune di queste figure, tra altre non identificabili. Affreschi attribuiti alla bottega di Giovanni di Francia (XV secolo). Nella prima abside troneggia la Madonna col Bambino, con tre angeli che reggono un drappo rosso, contornata da piante di melograno, simbolo di fertilità e rinascita. Accanto, sulla stessa parete è raffigurata la Pietà e in archi trilobati le figure di San Giovanni Battista e di San Leonardo. Nell’abside della seconda navata è rappresentata La Madonna del Rosario con San Domenico, Santa Caterina e Santa Rosa, opera di Gioacchino Quercia del 1785. Il dipinto è contornato da quadretti dei 15 misteri del Rosario. Ai lati sono affrescati i volti di San Pietro e di San Nicola. L’edificio sacro, nel tempo ed anche recentemente, è stato oggetto di numerosi interventi di restauro per preservare una importante testimonianza religiosa, storica e artistica della comunità palese. Tuttora il giorno della festa, il lunedì dell’Angelo, la chiesa viene aperta per i riti sacri e la piazzetta antistante diventa punto di incontro, trattenimenti in serena convivialità.

Scritto da:
Luca Tarantino

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