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Masseria Vero


Sec. XIX 

Quando la Terra di Bari era ancora un paesaggio aspro e selvaggio, punteggiato da campi incolti e colline battute dal vento, la Puglia si preparava a cambiare volto. Era il Settecento. La richiesta di grano, olio e vino cresceva, i commerci si intensificavano, e gli occhi dei signori cittadini si volgevano alle campagne, non più viste come terre marginali, ma come promesse di ricchezza. In questo contesto nacquero le masserie, vere cittadelle rurali. Isolate e autosufficienti, difese da mura e torrette, offrivano rifugio e lavoro. Ospitavano coloni, braccianti, animali e raccolti. Ogni pietra, ogni cisterna, ogni arco serviva a produrre, conservare e proteggere. Tra queste sorse Masseria Eliantonio, oggi proprietà Vero. Era il 1872 quando Michele Eliantonio fece incidere il proprio nome sul portale d’ingresso. La pietra ne conserva ancora la memoria. Di fronte, un grande forno a legna diffonde profumi antichi, mentre una scala esterna conduce al piano superiore, dove oggi si trovano cinque camere immerse nel silenzio della campagna.

Accanto, la torretta di avvistamento scruta l’orizzonte come un tempo, quando si controllavano i campi e si temevano razzie. Da lì, lo sguardo spazia fino a Palombaio e al profilo di Palo del Colle, là dove il sole tramonta tingendo gli ulivi di rosso. Al piano inferiore, sotto volte a crociera, si aprono nicchie, ripostigli e due focolari a piano ribassato. Qui, un tempo, si scaldavano mani e racconti. Oggi quegli stessi ambienti accolgono visitatori in cerca di autenticità: pane caldo, formaggi fatti in casa, olio corposo. Tutto coltivato, allevato e preparato in loco, secondo la tradizione contadina. Poco distante, una fila di pini conduce alla dimora costruita nel 1868 dai fratelli sacerdoti Nicola e Onofrio Mastromatteo. Ancora più in là, è situata la neviera di Montepaolo, una profonda cisterna per la raccolta della neve che diventava ghiaccio, per rinfrescare le estati dei notabili locali. Masseria Vero oggi è più di un luogo: è memoria viva. Una voce silenziosa che parla attraverso la pietra, i sapori e il paesaggio. Qui si sente ancora il respiro della terra. E il battito lento di un Sud che continua a raccontare la sua storia.

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