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Torre di San Vincenzo


Sec. XVI 

Torre San Vincenzo è una costruzione del XVI secolo, eretta con conci di pietra squadrati con maestria, e ancora oggi custodisce il peso della storia. Il piano inferiore accoglie volte a botte che conservano freschezza anche nelle giornate più calde, mentre il tetto spiovente si rivolge verso levante. Due grandi finestre si aprono sul piano superiore, una con caditoia, l’altra murata, come un occhio che ha scelto di chiudersi al tempo. Dentro, un pozzo raccoglie e conserva l’acqua piovana. Si racconta che anticamente vi abbiano vissuto dei monaci, e che in seguito la torre sia appartenuta all’architetto Sangirardi, autore dell’altare della chiesa di Auricarro. Ogni pietra sembra ricordare la vita che vi è trascorsa, il lavoro, la devozione, la vigilanza. Oggi la torre non si erge più sul luogo in cui fu costruita. Il nuovo tracciato della statale 96, che collega Bari a Matera, l’avrebbe cancellata. Invece gli uomini hanno scelto di salvarla, e con un gesto mai tentato prima in Italia l’hanno spostata.

La torre viene rinforzata, imbrigliata da tiranti, avvolta da strutture di legno e cerchiature metalliche. Ogni vibrazione è misurata, ogni respiro di pietra ascoltato. Separata dalle sue antiche fondamenta, poggia ora su una nuova base di calcestruzzo. Poi il viaggio: lentamente, due metri al giorno, la torre scivola su rotaie, spinta da martinetti idraulici. Avanza per venti metri, come un gigante che cammina piano, sospinto da mani invisibili. Chi la guarda resta in silenzio: sembra impossibile che un monumento di secoli si muova, che la storia stessa si sposti davanti agli occhi. Ora  Torre San Vincenzo è di nuovo ferma. Continua a sorvegliare la Murgia, immobile eppure diversa. Non è più soltanto un avamposto di pietra e memoria: è anche un simbolo di equilibrio, il punto in cui il passato incontra il futuro senza essere dimenticato.

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